Chi è fan di George A. Romero e in particolar modo dei suoi film sugli zombi, ormai diventati vere e proprie pietre miliari imitatissime, saccheggiate e riscritte in più di un remake, ben saprà che il morto vivente non rappresenta assolutamente il mostro o l’entità malvagia da combattere che sta al centro della vicenda, lo zombi in fondo non obbedisce che ai propri istinti basilari (uno su tutti la ricerca del cibo, impulso del tutto inutile per il loro sostentamento, ma anche automatismo che ben rappresenta l’idea del sopravvivere, che simbolizza l’imitazione della vita, riportata ad atti essenziali, come è quella degli zombi. Almeno fino a “Il giorno degli zombi” e a “La terra dei morti viventi”, titoli in cui Romero introduce inedite figure di morti viventi evoluti, detentori di residui di umanità non soltanto spontaneamente simulata, esseri che nello scenario apocalittico dei racconti assurgono a nuova specie dominante della Terra), non contempla l’avidità, l’egoismo, la volontà di sopraffazione che spesso porta alla distruzione dei propri simili. Tutto questo è appannaggio dell’uomo, del vivo vivente, la creatura che è il vero e proprio mostro nei film di Romero, la cosa da vivisezionare e smascherare con impietosa ferocia assieme alla società che ha edificato. Continue reading
DIARY OF THE DEAD (2007)
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