DISTRICT 9 (2009)

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Si fa un gran parlare di Hollywood, della sua attuale crisi di idee e carenza di talenti. E’ un mugghiare continuo e sostenuto e, a dirla tutta, neppure completamente immotivato. Se però ci allontanassimo un attimo da quella visione che vuole i tempi odierni sempre e irrimediabilmente peggiori di quelli passati, scopriremmo che gli autori illuminati e le isole felici esistono ancora. Gente capace, pur lavorando all’interno del sistema, di realizzare opere personalissime, fantasiose, pulsanti e soprattutto con qualcosa di interessante da dire. Non vorrei peccare di scarsa fantasia citando per l’ennesima volta il nome di Peter Jackson.

Jackson, il grande outsider, l’autore visionario che in un momento essenziale della propria carriera (fino a quel momento contrassegnata da film indipendenti a basso budget) decide di flirtare con la Mecca del cinema e regalarci, dopo il banco di prova rappresentato dal delizioso “Sospesi nel tempo”, una delle più imponenti ed emozionanti esperienze cinematografiche che la storia della settima arte ricordi: la trilogia de “Il Signore degli Anelli”. Continue reading

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G.I. JOE – LA NASCITA DEI COBRA (2009)

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Sommers torna alla regia di un imponente Blockbuster d’oltreoceano dopo che lo avevamo lasciato (meno male?!) al suo ultimo film, ossia Van Helsing…figura di grande fascino quella del cacciatore di vampiri, ma resa a mio parere ridicola da Sommers stesso.

Lo ritroviamo a dirigere una truppa di super dota..super pompa..una truppa di superguerrieri che non rispondono a nessuno (già…se li chiami al telefono…ti riattaccano) pronti a sgominare qualsiasi attacco gli venga rivolto contro. Vediamo così i nostri due protagonisti interpretati da Channing Tatum e Marlon Wayans, ( si proprio lui, Shorty di Scary Movie, mi aspettavo durante la visione un:”Bellaaaaaaaaaaa!”) arruolati all’ interno dei Joe per dar la caccia al terrorista Destro e a tutta la sua crew di sfigatissimi e fintissimi scagnozzi, a partite dal Dottore (Darth Vader con i capelli lunghi), vera e propria mente dei nemici, pseudo-ideatore delle nano macchine e di molti altri gingilli posseduti da quest’ultimi. Continue reading

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DRAG ME TO HELL (2009)

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L’occasione di rivedere Raimi alle prese con una nuova commedia horror era senz’altro ghiotta e magari c’era già qualcuno che si immaginava un ritorno ai fasti della trilogia della Casa, dove il buon regista aveva senz’altro fatto scuola nell’unire con irresistibile equilibrio orrore e risate. Magari qualcun’ altro, dalle aspettative più ambiziose, avrà sperato che con questo titolo Raimi si fosse addirittura superato e avesse tracciato una nuova linea di demarcazione dell’audacia del genere. Ahimè, almeno secondo l’opinabilissimo giudizio di chi scrive, tutto questo non è avvenuto.

Il film mi ha lasciato piuttosto freddino, e per quanto non si tratti affatto di un buco nell’acqua la vicenda narrata, ed i suoi protagonisti, non sono riusciti ad appassionarmi più del dovuto. Sa tutto di già visto, intendiamoci, questo non è un problema se lo svolgimento convenzionale della trama viene nobilitato dal giusto numero di trovate ed idee folli ed originali, il problema però si presenta se anche queste trovate sfociano in un repertorio di maniera: francamente è difficile stupirmi quando Raimi fa Raimi nell’esatto modo che ci si aspetta. Il regista, spesso e volentieri, si ripete e si autocita. Adesso qualcuno dirà “bella forza, ma è il suo stile, che pretendi?”, pretendo soltanto che il concetto di possedere uno stile riconoscibile e personale, e Raimi ce lo ha senz’altro, non si trasformi in mera e svigorita autoreferenza. Fortunatamente in mezzo ad un prodotto che trovo in generale piuttosto trattenuto e prevedibile non mancano piccoli slanci genuinamente ispirati (l’attacco della vecchia nel parcheggio, la sequenza della veglia funebre, il confronto finale col cadavere della signora Ganush) che ci fanno tornare un brillante sorriso. Leggendo i vari commenti, quelli dal Festival di Cannes in poi, uno si immagina chissà cosa, ed invece ci troviamo di fronte ad un prodotto carino, discretamente divertente, ma poco più. Continue reading

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