PLAN 9 FROM OUTER SPACE (1959)

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Ci sono film che trovano grandi difficoltà per venire alla luce. Alcuni di questi alla fine riescono a superare le vicissitudini e diventano ottimi prodotti. Altri, invece, rimangono mediocri. Plan 9 from Outer Space esula da entrambi questi casi. Le storture, i difetti e le incoerenze hanno fatto in modo che il film entrasse nella leggenda, in un Olimpo riservato ai migliori brutti film di sempre. Plan 9 del 1959 è il film (?) più famoso del regista (?) Ed Wood. Si proprio lui, “il regista peggiore di tutti i tempi” a cui Tim Burton dedicò una tra le sue migliori (che paradosso..) opere.

La trama (?) è introdotta da un’inutile prosopopea di John Breckinridge che si rivolge direttamente allo spettatore segnalando la veridicità della storia in stile “Alfred Hitchcock presenta”. Assistiamo subito all’apparizione di misteriosi UFO fatti con la carta stagnola che disorientano due piloti (definirli impacciati è un complimento).Poi si continua con l’onnipresente voce fuoricampo (quanto mai invadente) che descrive le azioni dei protagonisti. L’effetto finale è assolutamente comico perché gli attori sembrano seguire (e quindi sentire) la voce del narratore.Il povero Bela Lugosi risulta sin dalla prima inquadratura totalmente disorientato, sentimento trasmesso empaticamente al cameraman. La telecamera è quasi sempre traballante e molto spesso in ritardo rispetto all’azione dei protagonisti, tanto che in alcune scene gli attori agiscono al di fuori dell’inquadratura.Pian piano la storia si dipana e apprendiamo che la moglie di Bela Lugosi è morta e lui la raggiunge dopo poco. Vengono celebrati i due funerali. Gli UFO di carta stagnola, però, resuscitano entrambi i cadaveri con degli elettrodi. Una coppia viene uccisa dopo aver visto la moglie di Lugosi (Vampira) resuscitata. Continue reading

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IL BOSCO 1 (1988)

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Cindy e Tony, una giovane coppia, si trovano in vacanza sulle Alpi e si imbattono in una ragazza che chiede loro aiuto. Dopo essere stati messi in guardia da un bizzarro scrittore che parla attraverso un macchinario (nota: a volte Crovato dimentica di usarlo mentre parla XD) finiscono per perdersi nel bosco. A soccorrerli sarà Arva che li condurrà in una baracca in mezzo al bosco dove verranno aggrediti da creature mostruose.

Se siete appassionati di film trash non potete non conoscere Il Bosco 1, film a low budget di Andrea Marfori nato come montatore di documentari, ritrovatosi misteriosamente nel ruolo di regista di film dell’orrore. C’ è da ammettere però che come regista non se la cava malaccio, le rapide riprese raso terra (anche se spudoratamente copiate) ed alcune inquadrature non sono affatto male, ma le sue doti sono andate perdendosi per strada, deciso a realizzare (per la nostra gioia!!) la brutta copia de “La casa” di Sam Raimi. Messe in chiaro le sue (in?)dubbie capacità registiche, c’è da dire che come sceneggiatore è una vera chiavica, e scusate la franchezza. Continue reading

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MEGALODON (2002)

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Che sonno ragazzi!! ho finito ora di guardare questo noiosissimo film e sono distrutto, ma finiranno mai di fare film schifosi sugli squali? Questa volta la scusa per farci vedere un’altra accozzaglia di “effetti speciali” ci viene data da un’immenso impianto di trivellazione petrolifera nell’oceano Antartico, gli scenziati scaveranno talmente tanto in profondità che scopriranno una sacca che contiene forme di vita preistoriche tra le quali lo squalo Megalodon..che sembra il nome di una supposta ma in realtà è un antenato degli attuali squali. I primi 40 minuti di film sono più lenti delle lezioni di trigonometria di notte su RaiEducational, dello squalone nemmeno una misera pinna e non si vede altro che il cast parlare e fare escursioni, con sommergibili presi alla svendita delle scenografie di The Abyss, tra le meduse colorate bruttissime da vedere.

Finalmente dopo questo strazio infinito arriva lo squalo gigante ma la melodia non cambia, i morti tardano ad arrivare e non si capisce come mai uno squalo di 20 e passa metri sia lento come una tartaruga morta. Dopo aver ucciso qualche membro del team giocherellando e smangiucchiando i sommergibili, il pixel gigante..pardon…lo squalo gigante, tenta di mangiare il resto della squadra ma viene attirato in una trappola. Continue reading

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SCONTRO TRA TITANI (2009)

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Per film come questi, la cui colpa è l’estrema mediocrità, un commento breve e stringato è quanto di meglio si possa offrire. Cazzatona paurosa nella quale non si riesce a provare un minimo di partecipazione per i personaggi, che sembrano dei fantocci con il minimo sindacale di personalità (compreso il protagonista). Ma sostanzialmente vale un po’ quello che scrissi per 2012: è ragionevolmente divertente, riesce a farti passare un po’ di tempo spensieratamente.

A volte il film si prende sul serio, vorrebbe esprimere una certa gravità, una certa solennità, ma si nota una bella discrepanza tra questa intenzione e ciò che poi si vede sullo schermo. Ben realizzati gli effetti speciali, benché non ci sia una ed una sola scena in cui si tenti di usarli in modo più o meno immaginifico. Il risveglio del Kraken è però estremamente spettacolare, tipo un Cloverfield ai massimi livelli. Continue reading

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JESUS CHRIST VAMPIRE HUNTER (2001)

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Una congrega di sanguinari vampiri sta facendo fuori tutte le lesbiche del paese. Per fortuna Gesù Cristo, l’unico e originale, è tornato sulla Terra e a colpi di Kung Fu, superpoteri divini e messaggi d’amore cercherà di contrastare la minaccia, non senza l’aiuto di alcuni improbabili complici. Ma anche questa volta, Giuda insegna, l’ombra di un tradimento si annida dietro ai sinistri accadimenti.

Opera praticamente amatoriale, realizzata senza un quattrino e rozza in ogni suo elemento, ma che ha il pregio di sfoggiare una piacevole e simpatica vena di autoironia. Se qualcuno si trovasse ad avere il dubbio, tranquilli, non credo che nessuno andrà all’Inferno, né i realizzatori del film, né gli spettatori che hanno avuto modo di visionare la pellicola. Nel film, infatti, non c’è nulla di vagamente blasfemo o offensivo ed, anzi, se siete di larghe vedute avrete modo di divertirvi dinnanzi all’innocente e inoffensiva ironia che pervade “Jesus Christ Vampire Hunter“. Continue reading

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MATANGO IL MOSTRO (1963)

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A bordo di uno yacht a vela si trovano sette persone: il giovane professor Murai, la sua ragazza Akiko, l’uomo d’affari Kasai con la fidanzata Mami, l’esperto navigatore Sakeda, lo scrittore Yoshida ed il marinaio Koiama. L’imbarcazione incappa in una terribile tempesta e naufraga in un’isola deserta, consegnata sulle mappe nautiche, perennemente avvolta nella nebbia. Il luogo è disabitato, non c’è nulla da mangiare, nessun frutto, nessun animale da cacciare. Finite le riserve di scatolame trovate a bordo di un relitto arrugginito, agli uomini e alle donne non rimane che cibarsi di uno strano fungo chiamato “Matango”, causa di terribili mutazioni fisiche.

Ricordate “L’isola degli uomini pesce” di Sergio Martino? Ecco, nel ’63 Honda era già molto più avanti, e si inventò l’isola degli uomini fungo!

Scherzi a parte, in realtà dovremmo portare al compianto Ishiro Honda il rispetto che merita, visto che è stato il papà di Godzilla e il fedele assistente di Akira Kurosawa (per il quale contribuì a fare grandi cose, come non ricordare, ad esempio, l’impatto visivo di film come “Kagemusha – L’ombra del guerriero” e “Sogni“). Con Godzilla il regista è stato il cantore delle ansie e delle paure derivanti dall’energia nucleare, creando un mostro capace di essere specchio della distruzione che 9 anni prima (Godzilla è un film del 1954) portarono in Giappone i bombardamenti americani, e non solo, visto che i fini simbolici di Honda trasformano il rettile radioattivo in un sottile atto d’accusa contro il governo e la società giapponese del periodo. Continue reading

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