L.A. Underground (2005)

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La DEA di Los Angeles, in modo altamente logico, seleziona un gruppo di cadetti giovani e belli della polizia per formare un gruppo anti-droga sotto copertura. Obbiettivo: sventare i piani di due bande rivali che si contengono il narcotraffico locale. Quando il leader di questo gruppo di fessi viene ucciso, gli altri capiranno che qualcuno sta facendo il doppio gioco. Non che sia un problema, vista la lussuosa villa a Venice Beach che gli hanno assegnato, una serie di auto sportive e tutto il tempo che pare abbiano a disposizione per le loro storielle personali e le loro ridicole paturnie.

Alcuni film saranno anche brutti, ma a volte l’umorismo involontario aiuta a sopportarli fino ai titoli di coda. Sei consapevole di aver visto una ciofeca ma almeno i tanti sghignazzi ti hann fatto passare un po’ di tempo in allegria. Beh, non è questo il caso. Continue reading

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Le Avventure di Tintin – Il Segreto dell’Unicorno (2011)

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Adesso possiamo dirlo con sicurezza: “Le Avventure di Tintin – Il Segreto dell’Unicorno” di Steven Spielberg è la miglior trasposizione del personaggio di Hergé che potessero realizzare. Senza ombra di dubbio.

E chi conosce il fumetto, semplicemente, non può che convenire.

La fedeltà rispetto al materiale originale è assoluta e il modo in cui hanno shakerato “Il Granchio d’Oro” e “Il Segreto del Liocorno” è preciso e ingegnoso (menzione d’onore ai tre sceneggiatori, due dei quali – Edgar Wright e Steven Moffat – sono delle garanzie, mentre di Joe Cornish conosco poco e almeno il suo “Attack the Block”, così tanto scampanato, non mi ha detto proprio niente).

E’ rimasto intatto lo spirito delle storie di Hergé, dove ad emergere di prepotenza è il senso dell’avventura, dei misteri da svelare con ritmo forsennato, in cui i personaggi sono sempre in movimento e presi in un’azione particolare. Continue reading

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DRIVE (2011)

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Un bellissimo noir contemporaneo, tutto giocato sui contrasti della struttura e del personaggio protagonista. Il bravissimo Ryan Gosling incarna con perfetta espressività, in modo secco e privo di fronzoli, questo uomo senza nome dalla doppia vita , silenzioso e completamente spiazzante, una sorta di parente del Travis Bickle di “Taxi Driver“.

Lo segui, e inizialmente saresti portato ad inquadrarlo come il classico lupo solitario ombroso ma rassicurante, quasi mite. Penseresti che dietro la sua particolare esistenza, dietro i rischi del suo secondo “impiego”, ci sia una ragione che presto ci sarà svelata. Lo penseresti. Ma lentamente scopriamo la sua natura imperscrutabile, il suo semi-autismo che gli permette di comunicare soltanto con un bambino e un’indole aggressiva e violenta. E’ un meraviglioso matto che si mimetizza da eroe e protettore, che si reinventa non appena scocca la scintilla per la sua vicina di appartamento, la quale, come noi spettatori, si fa sedurre d a questa splendente apparenza. Una matto che ha bisogno della maschera (non soltanto in senso metaforico, come vedremo in un momento rivelatore), che finisce per interpretare l’eroe dei film per cui esegue gli stunts, che abbraccia quell’irrealtà ideale dove ci si batte per un amore impossibile che mai potrà essere vissuto. Continue reading

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L’ULTIMO TERRESTRE (2011)

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E’ un bell’esordio alla regia quello di Gian Alfonso Pacinotti, meglio noto come Gipi, autore di opere a fumetti, che mostra un’idea di cinema già sicura e molto interessante. Basterebbe la scena iniziale, grottesca e con un senso del mistero e dell’inquietudine felicemente dosati, per capire che stiamo assistendo alla nascita di un autore dal gran potenziale, capace di trasferire la propria sensibilità, con risultati molto apprezzabili, dal media del fumetto a quello del cinema (e lasciatemelo sottolineare: per altri artisti che hanno tentato il grande salto il passaggio non è stato affatto indolore, per non dire peggio).

Gipi prende la classicissima idea dell’ imminente invasione aliena per meglio scandagliare la miseria morale, la solitudine, l’alienazione che determinano lo spirito di tutti i personaggi della vicenda, i quali sembrano rappresentare la condizione di un’intera realtà. Gipi lo fa usando mezzi variegati e fantasiosi, senza mai dimenticare che anche le macchiette più spinte hanno bisogno di quella vivida pennellata per prendere vita sullo schermo. Ci parla di derive e di presunte, ambigue, risalite, standosene ben lontano dal pippone sociologico incolore a cui ci ha criminosamente abituato certo cinema italiano con pretenziose velleità autoriali. Continue reading

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SUPER 8 (2011)

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Non sono tra quelli che impazziscono per J.J. Abrams: le cose che ha prodotto in ambito televisivo raramente mi hanno coinvolto e/o interessato (ad esclusione della serie in corso “Fringe”, ma è ancora presto per tirare le somme), mentre le sue opere cinematografiche lo avevano fatto ancora meno.
C’è anche da dire che ho dei problemi a monte con il franchise di “Mission: Impossible” (mal sopporto i vari “James Bond”, figurarsi le sue stralunate imitazioni) e con quello di “Star Strek” (non sono mai riuscito a seguire la serie classica, quell’ambientazione costretta non mi titillava affatto, e così si è sviluppata la mia totale indisponenza per quel mondo. E vederne una nuova versione ai candelotti di adrenalina piuttosto che destarmi dal torpore ha spostato la mia irritazione oltre i livelli di guardia, anche a causa di quei personaggi “reboottati” del tutto detestabili), quindi se non fosse stato per la felice produzione di “Cloverfield” (diretta dall’amico di Abrams, Matt Reeves) avrei associato il nome di J.J. al movimento della mia testa che si gira dall’altra parte al solo sentirlo nominare. Continue reading

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