7 MUMMIES (2006)

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Dei criminali fuggono nel deserto in seguito ad un incidente con il mezzo che li trasportava, uccidono una guardia e ne prendono in ostaggio un’altra. Dopo aver camminato a lungo, uno di loro decide di non seguire i compagni e di non sottostare agli ordini del capogruppo, gli altri si imbatteranno in seguito in un vecchio indiano, il quale dopo aver notato il medaglione in loro possesso, rinvenuto per caso nella speranza di trovare dell’acqua, li porrà di fronte ad una scelta, proseguire fino a giungere al confine con il Messico, verso il quale in effetti erano diretti da principio, oppure trovare la città sotto la quale si nasconde il tesoro dei Tumacacori, un enorme ed antico tesoro estratto dalle montagne della Guachapa, protetto da 500 anni da sette Gesuiti. L’avidità, forte impulso radicato nell’animo umano, lì porterà ovviamente alla ricerca del tesoro, ma una volta trovata la città si renderanno conto tardi di dover fronteggiare gli abitanti e la loro maledizione, nonché le sette mummie dei preti, pronte a spargere sangue reclamando il settimo medaglione e a vegliare sul tesoro.

Affinché un prodotto sia certificato non basta che lo siano i suoi componenti, se compro un manico di legno a norma di legge e una testa di ferro biforcuta a norma di legge, ottengo un martello, ma non a norma di legge, a meno che qualcuno lo certifichi come tale nel suo complesso. Un esempio scialbo per dirvi che se prendo un po’ di questo e un po’ di quello e li metto insieme, non è detto che ottenga un prodotto di qualità, magari ottengo un cosa che non appare come un martello, anche se uso lo stesso materiale per farlo, ma sempre come un manico di legno ed un testa di ferro. Continue reading

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Super – Attento crimine! (2010)

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Dimenticate i millemila film usciti in questi anni con protagonisti i supereroi (Kick-Ass) e dimenticate pure la ridicola e debolissima scelta di merketing utilizzata per promuovere il film in Italia (“con i protagonisti di Juno“) perchè Super è un film tosto e cattivo. Inizio subito con l’avvisarvi che io amo alla follia il regista James Gunn e quindi potrei essere un po’ di parte ma è innegabile la qualità di questo film che avrà di certo lasciato spiazzato più di una persona convinta magari di andare al cinema a vedere la solita commediola americana per poi ritrovarsi davanti un film drammatico contaminato di svariati generi, dalla commedia allo splatter.

Di certo chi già conosce James Gunn ed il suo passato alla Troma come braccio destro di sua maestà Lloyd Kaufman e autore del cult Tromeo & Juliet non sarà tra questi poveri ignari spettatori perchè abituato a questa miscela di generi tirata in faccia al pubblico senza tanti preamboli ed è questa la vera forza di Super. Si ride certo, e  anche tanto, ma in realtà è un film tristissimo che ci racconta la storia della disperazione di un uomo, Frank, che perde la moglie ed i pochi punti di riferimento della sua vita e, scosso da una crisi mistica, si “trasforma” nel supereroe Saetta Purpurea. Niente salti volanti o armi futuristiche ma una semplice chiave inglese è tutto quello che serve a Saetta Purpurea per combattere i cattivi con il suo motto “attento crimine!” (in originale era il molto più efficace “Shut up Crime!”) e lo fa in maniera limpida e cruda con una violenza che lascia basiti. Una violenza che potrebbe disturbare lo spettatore medio, sono stato personalmente testimone dell’uscita di una coppia dal cinema durante la proiezione offesa dal film, ma altamente funzionale al personaggio di Frank ed alla sua disperazione e inadeguatezza nel fare il supereroe. Continue reading

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DRIVE (2011)

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Un bellissimo noir contemporaneo, tutto giocato sui contrasti della struttura e del personaggio protagonista. Il bravissimo Ryan Gosling incarna con perfetta espressività, in modo secco e privo di fronzoli, questo uomo senza nome dalla doppia vita , silenzioso e completamente spiazzante, una sorta di parente del Travis Bickle di “Taxi Driver“.

Lo segui, e inizialmente saresti portato ad inquadrarlo come il classico lupo solitario ombroso ma rassicurante, quasi mite. Penseresti che dietro la sua particolare esistenza, dietro i rischi del suo secondo “impiego”, ci sia una ragione che presto ci sarà svelata. Lo penseresti. Ma lentamente scopriamo la sua natura imperscrutabile, il suo semi-autismo che gli permette di comunicare soltanto con un bambino e un’indole aggressiva e violenta. E’ un meraviglioso matto che si mimetizza da eroe e protettore, che si reinventa non appena scocca la scintilla per la sua vicina di appartamento, la quale, come noi spettatori, si fa sedurre d a questa splendente apparenza. Una matto che ha bisogno della maschera (non soltanto in senso metaforico, come vedremo in un momento rivelatore), che finisce per interpretare l’eroe dei film per cui esegue gli stunts, che abbraccia quell’irrealtà ideale dove ci si batte per un amore impossibile che mai potrà essere vissuto. Continue reading

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L’ULTIMO TERRESTRE (2011)

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E’ un bell’esordio alla regia quello di Gian Alfonso Pacinotti, meglio noto come Gipi, autore di opere a fumetti, che mostra un’idea di cinema già sicura e molto interessante. Basterebbe la scena iniziale, grottesca e con un senso del mistero e dell’inquietudine felicemente dosati, per capire che stiamo assistendo alla nascita di un autore dal gran potenziale, capace di trasferire la propria sensibilità, con risultati molto apprezzabili, dal media del fumetto a quello del cinema (e lasciatemelo sottolineare: per altri artisti che hanno tentato il grande salto il passaggio non è stato affatto indolore, per non dire peggio).

Gipi prende la classicissima idea dell’ imminente invasione aliena per meglio scandagliare la miseria morale, la solitudine, l’alienazione che determinano lo spirito di tutti i personaggi della vicenda, i quali sembrano rappresentare la condizione di un’intera realtà. Gipi lo fa usando mezzi variegati e fantasiosi, senza mai dimenticare che anche le macchiette più spinte hanno bisogno di quella vivida pennellata per prendere vita sullo schermo. Ci parla di derive e di presunte, ambigue, risalite, standosene ben lontano dal pippone sociologico incolore a cui ci ha criminosamente abituato certo cinema italiano con pretenziose velleità autoriali. Continue reading

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SUPER 8 (2011)

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Non sono tra quelli che impazziscono per J.J. Abrams: le cose che ha prodotto in ambito televisivo raramente mi hanno coinvolto e/o interessato (ad esclusione della serie in corso “Fringe”, ma è ancora presto per tirare le somme), mentre le sue opere cinematografiche lo avevano fatto ancora meno.
C’è anche da dire che ho dei problemi a monte con il franchise di “Mission: Impossible” (mal sopporto i vari “James Bond”, figurarsi le sue stralunate imitazioni) e con quello di “Star Strek” (non sono mai riuscito a seguire la serie classica, quell’ambientazione costretta non mi titillava affatto, e così si è sviluppata la mia totale indisponenza per quel mondo. E vederne una nuova versione ai candelotti di adrenalina piuttosto che destarmi dal torpore ha spostato la mia irritazione oltre i livelli di guardia, anche a causa di quei personaggi “reboottati” del tutto detestabili), quindi se non fosse stato per la felice produzione di “Cloverfield” (diretta dall’amico di Abrams, Matt Reeves) avrei associato il nome di J.J. al movimento della mia testa che si gira dall’altra parte al solo sentirlo nominare. Continue reading

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SOLDATO BLU (1970)

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Ok, inizialmente la mia intenzione era quella di commentare qualche film fantasy di spregevole fattura, oppure un famigerato poliziesco all’italiana (genere che, nonostante alcuni titoli che amo davvero, non è mai riuscito a fare grande breccia su di me). Poi, sfogliando la nostra lista di film, mi sono accorto che ancora mancava all’appello il glorioso western. Anche questa volta, però, non mi interessava andare sul facile e prendere in esame pellicole della cinematografia italiana, quegli spaghetti-western che tanto hanno fatto la felicità di molti appassionati.

Mi sono ricordato così di “Soldato Blu”, un film americano del 1970. Non è certo un’opera trash o particolarmente assurda, al contrario penso che sia parecchio curata in tutti i suoi comparti, ma è bene non dimenticarci del suo status di film scandalo. E’ con “Soldato Blu” che il western si spinse veramente oltre, rappresentando scene di violenza, massacri ed efferatezze varie che fino a quel momento non si erano mai visti sul grande schermo. Inutile stare a raccontare di tutti i divieti a cui andò in contro. La cosa buffa è che, date le premesse, ci si potrebbe immaginare un film tetro e malsano, quando invece, per la maggior parte della sua durata, quello che vediamo è molto divertente, avventuroso, solare e romantico. Capiamo però, osservando la brutalità esplicita dell’assalto indiano iniziale (in cui gli unici a scamparla sono il giovane soldato Honus e Ketty, la ragazza sequestrata dai cheyenne per due anni e che è diventata compagna del capo indiano Lupo Pezzato), che il futuro non ci avrebbe negato un altro bagno di sangue, assai più agghiacciante e sfrenato. Continue reading

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FACELESS (1988)

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Un ricchissimo chirurgo plastico, sbaglia un’operazione facciale ad una donna che rimane sfigurata e che, per vendicarsi, deturpa gravemente il volto della bella sorella del medico gettandole un bicchiere di acido in faccia. Il chirurgo promette che farà tutto ciò in suo potere, e anche oltre, per ridonare la bellezza perduta all’amata sorella e individua come soluzione quella di contattare un vecchio “medico” che durante la Seconda Guerra Mondiale aveva eseguito esperimenti di trapianto facciale su cavie umane vive nei campi di concentramento nazisti. Per avere pelle fresca su cui lavorare comincerà così a rapire giovani belle donne che, con l’aiuto di alcuni complici, porterà nella sua clinica nella quale verrà commessa su di loro ogni tipo di efferatezza. Fra queste sfortunate incappa una ricca modella americana, alla ricerca della quale il padre invia però subito un investigatore privato.

Prima di parlare del film è doveroso fare qualche accenno sul mitico Jesus “Jess” Franco, autore spagnolo dalla filmografia sterminata, che ha attraversato ogni genere filmico spesso con spirito rivoluzionario e slancio creativo e sperimentale a dir poco proverbiale. Pur essendo annoverato tra i registi di serie B e di trash-movie non ha mai nascosto la sua passione per i grandi maestri del cinema. In particolare è interessante segnalare una passione che in seguito si è trasformata in sodalizio: quella tra lo stesso Jess e Orson Welles, che culminerà con il completamento, nel 1992, del Don Quijote, pellicola alla quale Welles aveva lavorato per più di due decenni. Continue reading

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