Ok, inizialmente la mia intenzione era quella di commentare qualche film fantasy di spregevole fattura, oppure un famigerato poliziesco all’italiana (genere che, nonostante alcuni titoli che amo davvero, non è mai riuscito a fare grande breccia su di me). Poi, sfogliando la nostra lista di film, mi sono accorto che ancora mancava all’appello il glorioso western. Anche questa volta, però, non mi interessava andare sul facile e prendere in esame pellicole della cinematografia italiana, quegli spaghetti-western che tanto hanno fatto la felicità di molti appassionati.
Mi sono ricordato così di “Soldato Blu”, un film americano del 1970. Non è certo un’opera trash o particolarmente assurda, al contrario penso che sia parecchio curata in tutti i suoi comparti, ma è bene non dimenticarci del suo status di film scandalo. E’ con “Soldato Blu” che il western si spinse veramente oltre, rappresentando scene di violenza, massacri ed efferatezze varie che fino a quel momento non si erano mai visti sul grande schermo. Inutile stare a raccontare di tutti i divieti a cui andò in contro. La cosa buffa è che, date le premesse, ci si potrebbe immaginare un film tetro e malsano, quando invece, per la maggior parte della sua durata, quello che vediamo è molto divertente, avventuroso, solare e romantico. Capiamo però, osservando la brutalità esplicita dell’assalto indiano iniziale (in cui gli unici a scamparla sono il giovane soldato Honus e Ketty, la ragazza sequestrata dai cheyenne per due anni e che è diventata compagna del capo indiano Lupo Pezzato), che il futuro non ci avrebbe negato un altro bagno di sangue, assai più agghiacciante e sfrenato. Continue reading