IL SOTTILE FASCINO DEL PECCATO (2008)

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La giovane e audace scrittrice Giada Gardini torna nel suo paese natio in occasione dei funerali della madre, Sara, morta suicida. Tra le turbolenze dei suoi scontri col padre, con cui ha chiuso ogni rapporto da anni e le ambiguità di Rachele, avvenente direttrice dell’albergo di proprietà della famiglia Gardini, Giada cerca di capire cosa abbia spinto sua madre (diventata adepta di una setta e vittima di manie di persecuzione) al suicidio. Una serie di colpi di scena portano a scoperte sconcertanti e contraddittorie, Giada dovrà affrontare il mondo del paranormale e cercare di non farsi coinvolgere.

Esistono film che vanno oltre le scarsissime produzioni a basso budget, esistono film che vanno oltre il poco curato prodotto televisivo, esistono film che vanno oltre l’opera semi-amatoriale di genere e approdano pietosamente nell’amatoriale puro, peggio, nell’amatoriale dell’amatoriale, ovvero nella più infima concezione di tecnica e linguaggio cinematografico che si possa mai pensare. Non siamo più dalle parti di un certo tipo di brutto più o meno accettabile, per commentare questo film dobbiamo riorganizzare le nostre convinzioni, i nostri metri di giudizio e i mezzi che ci permettono di giudicare, con questo tipo di film “si va nella città dolente e nell’eterno dolore” e ci inoltriamo con indicibile spavento in troppo poco esplorati sottoboschi dello sgradevole. Continue reading

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IL VENDICATORE (1989)

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Dopo che la sua famiglia è rimasta uccisa in un’attentato probabilmente destinato a lui, Frank Castle è divenuto un vigilante dal nomignolo di “Punisher” che ha punito più di centoventicinque criminali in cinque anni. Quando qualcuno rapisce dei bambini, il Punisher decide di agire agendo con il suo modus operandi “Se sei colpevole, muori!”.

Cosa c’è di sbagliato in questa pellicola se non tutto? Si, esatto tutto. Potremmo iniziare dai problemi superflui e magari da pignoli per arrivare a quelli enormi e stupidi. Iniziamo con il dire che Dolph Lundgren non è Frank Castle. Sarà un duro, avrà il volto che ricorda qualche tavola del fumetto Marvel ma non è Frank Castle. Non aiuta il fatto che nel film il protagonista non indossa per niente il teschio che rende famoso il personaggio nei comics. Mettiamoci anche uno stravolgimento delle origini, dei personaggi inventati, una storia che non ha nulla a che spartire con la testata cartacea…Ma se questi fossero i problemi! Continue reading

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MAN THING (2005)

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Arrivato nella paludosa cittadina di Bywater un nuovo sceriffo di nome Kyle Williams si trova presto ad indagare su strane sparizioni e morti misteriose. Ad aiutarlo ad indagare ci sarà una bella quanto aggressiva maestrina di scuola, della quale s’innamorerà. Ben presto l’arcano verrà svelato: un mostro della palude – chiamato Man-Thing, l’Uomo Cosa – sta punendo con la morte tutti i responsabili del deturpamento della sua bella palude…Interessante, no?

Se il vostro sogno è realizzare un film tratto da un fumetto Marvel ma non volete mai leggerne uno realmente sappiate che potrete farlo senza problemi. Infatti ci è riuscito il regista di questa improbabile pellicola: quel Brett Leonard che anni prima ci ha regalato “Il tagliaerbe” con Pierce Brosnan. Tratto da un’acclamato fumetto della Marvel scritto per anni da un “signor” sceneggiatore di fumetti quale Steve Gerber, la pellicola – scritta da Hans Rodinoff, autore di una recente (e bruttissima) incarnazione del personaggio, si differenzia da altre produzioni targate Marvel proprio per non avere niente in comune con le pagine da cui è tratto. Seriamente, non c’azzecca nulla. Il personaggio di Man-Thing nacque nel 1971 sui già citati fumetti Marvel e narrava la storia di un biochimico che si ritrovò, per un’incidente, tramutato in un mostro che sorvegliava la sua palude e combatteva “il male”. Bene, nel film – mettetevi l’anima in pace – il personaggio non appare e viene relegato ad una veloce apparizione negli ultimi 5 minuti dove passa pure per il villain della situazione. Continue reading

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HOWARD E IL DESTINO DEL MONDO (1987)

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Howard è un papero alieno che sa il kung-fu (dovremmo chiamarlo quack-fu in onore al fumetto) e che un giorno viene trasportato da un raggio laser sul pianeta Terra. Qui fa amicizia con la cantante rock Beverly Switzler e, tra una canzone ed un’amicizia che nasce, Howard deve sventare un piano colossale.
“Il peggior film del decennio”: questo il premio che i Razzie Awards hanno conferito a questo film nel lontano 1990. Ma nel 1987 (l’anno dopo la sua uscita) venne candidato – sempre ai Razzies – a ben 7 nominations, vincendone quattro. Insomma un successone, no? Ultimo – ma non ultimo – c’è la faccenda “George Lucas“, produttore del film che, appena visto il risultato montato, decise di non riconoscerlo e, dunque, di dissociarsi dal progetto. Continue reading

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I SOLITI IDIOTI (2011)

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AVVISO PER I GENTILI LETTORI..QUESTO ARTICOLO NON E’ UNA VERA E PROPRIA RECENSIONE MA UNO SFOGO ACCORATO.

I soliti idioti entra ufficialmente nella mia personale classifica dei film più brutti e vergognosi di sempre (e di merda ne ho vista tanta eh! Pile di cagate di balenottera azzurra da me selezionate con indefesso masochismo) . Non fa MAI, e dico MAI, ridere e quei due sono dei miracolati da guinness dei primati (nel senso di mammiferi superiori con quattro estremità prensili). Doppiamente colpevoli perchè illusi di aver creato chissà quale pungente e arguta satira di costume. Mandelli e Biggio avete fatto un film che fa schifo, i vostri personaggi fanno pietà, non sapete recitare, meno che mai in ruoli brillanti, il vostro umorismo ha la forza comica del reattore di Chernobil durante il 26 aprile 1986. Scendo al vostro livello e aggiungo, continuando a non far ridere come voi, che fate così schifo che se un maiale vi mangia la testa poi si lecca il culo per rifarsi la bocca. Continue reading

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L.A. Underground (2005)

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La DEA di Los Angeles, in modo altamente logico, seleziona un gruppo di cadetti giovani e belli della polizia per formare un gruppo anti-droga sotto copertura. Obbiettivo: sventare i piani di due bande rivali che si contengono il narcotraffico locale. Quando il leader di questo gruppo di fessi viene ucciso, gli altri capiranno che qualcuno sta facendo il doppio gioco. Non che sia un problema, vista la lussuosa villa a Venice Beach che gli hanno assegnato, una serie di auto sportive e tutto il tempo che pare abbiano a disposizione per le loro storielle personali e le loro ridicole paturnie.

Alcuni film saranno anche brutti, ma a volte l’umorismo involontario aiuta a sopportarli fino ai titoli di coda. Sei consapevole di aver visto una ciofeca ma almeno i tanti sghignazzi ti hann fatto passare un po’ di tempo in allegria. Beh, non è questo il caso. Continue reading

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7 MUMMIES (2006)

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Dei criminali fuggono nel deserto in seguito ad un incidente con il mezzo che li trasportava, uccidono una guardia e ne prendono in ostaggio un’altra. Dopo aver camminato a lungo, uno di loro decide di non seguire i compagni e di non sottostare agli ordini del capogruppo, gli altri si imbatteranno in seguito in un vecchio indiano, il quale dopo aver notato il medaglione in loro possesso, rinvenuto per caso nella speranza di trovare dell’acqua, li porrà di fronte ad una scelta, proseguire fino a giungere al confine con il Messico, verso il quale in effetti erano diretti da principio, oppure trovare la città sotto la quale si nasconde il tesoro dei Tumacacori, un enorme ed antico tesoro estratto dalle montagne della Guachapa, protetto da 500 anni da sette Gesuiti. L’avidità, forte impulso radicato nell’animo umano, lì porterà ovviamente alla ricerca del tesoro, ma una volta trovata la città si renderanno conto tardi di dover fronteggiare gli abitanti e la loro maledizione, nonché le sette mummie dei preti, pronte a spargere sangue reclamando il settimo medaglione e a vegliare sul tesoro.

Affinché un prodotto sia certificato non basta che lo siano i suoi componenti, se compro un manico di legno a norma di legge e una testa di ferro biforcuta a norma di legge, ottengo un martello, ma non a norma di legge, a meno che qualcuno lo certifichi come tale nel suo complesso. Un esempio scialbo per dirvi che se prendo un po’ di questo e un po’ di quello e li metto insieme, non è detto che ottenga un prodotto di qualità, magari ottengo un cosa che non appare come un martello, anche se uso lo stesso materiale per farlo, ma sempre come un manico di legno ed un testa di ferro. Continue reading

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