La giovane e audace scrittrice Giada Gardini torna nel suo paese natio in occasione dei funerali della madre, Sara, morta suicida. Tra le turbolenze dei suoi scontri col padre, con cui ha chiuso ogni rapporto da anni e le ambiguità di Rachele, avvenente direttrice dell’albergo di proprietà della famiglia Gardini, Giada cerca di capire cosa abbia spinto sua madre (diventata adepta di una setta e vittima di manie di persecuzione) al suicidio. Una serie di colpi di scena portano a scoperte sconcertanti e contraddittorie, Giada dovrà affrontare il mondo del paranormale e cercare di non farsi coinvolgere.
Esistono film che vanno oltre le scarsissime produzioni a basso budget, esistono film che vanno oltre il poco curato prodotto televisivo, esistono film che vanno oltre l’opera semi-amatoriale di genere e approdano pietosamente nell’amatoriale puro, peggio, nell’amatoriale dell’amatoriale, ovvero nella più infima concezione di tecnica e linguaggio cinematografico che si possa mai pensare. Non siamo più dalle parti di un certo tipo di brutto più o meno accettabile, per commentare questo film dobbiamo riorganizzare le nostre convinzioni, i nostri metri di giudizio e i mezzi che ci permettono di giudicare, con questo tipo di film “si va nella città dolente e nell’eterno dolore” e ci inoltriamo con indicibile spavento in troppo poco esplorati sottoboschi dello sgradevole. Continue reading